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IL RIFUGIO È APERTO
Frazione Chiappera - 12021 Acceglio (CN)
Tel. 334.8416041 - info@campobaseacceglio.it

L'edificio che attualmente ospita il rifugio è ricavato da una vecchia caserma militare - la Caserma Vivalda - costruita negli anni '30 per ospitare i militari addetti al presidio delle opere del Vallo Alpino situate nelle vicinanze. La caserma era composta di un lungo edificio ad un piano dipinto all'esterno con colori mimetici e sul quale campeggiava il motto della Guardia alla Frontiera, il corpo creato nel 1934 per il presidio delle fortificazioni alpine. Accanto all'edificio principale, che ospitava i locali logistici e le camerate per le truppe, si trovava un grande forno in cui veniva cotto il pane per i militari dislocati nelle numerose caserme in quota.

I lavori di recupero dell'edificio sono iniziati a fine anni '70, sotto l'impulso di Nino Perino, Guida Alpina di Acceglio, e di un gruppo di amici appassionati di montagna. Il risanamento della struttura, la costruzione degli impianti elettrici ed idraulici, la posa degli infissi, la ristrutturazione degli interni hanno occupato tre anni di tempo.

Nino Perino racconta la nascita di Campo Base
Intervista realizzata dallo staff di memoro.org nell'ambito del "Festival della Memoria del Buon Cammino"

Il rifugio è stato inaugurato nel 1982, sotto la gestione proprio di Nino Perino. Da quel momento il Campo Base ha sempre rappresentato un punto di appoggio importantissimo per gli alpinisti impegnati sulle vie di roccia del gruppo Castello-Provenzale e per gli escursionisti italiani e stranieri.

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A fine anni '90 è stato ampliato con l'ala destra dell'edificio, che ospita attualmente le camere. Nell'estate 2010, Maira S.p.A. ha acquisito la gestione della struttura, attraverso la società Campo Base S.r.l., appositamente costituita.

Il Campo Base dispone oggi di camere da 4 o 8 letti, e di un'ampia area campeggio, provvista di allacciamenti per l'energia elettrica per le piazzole. Nel nostro piccolo spaccio sono disponibili, oltre a generi alimentari, anche i prodotti dell'azienda torinese Ferrino, da 140 anni all'avanguardia nell'attrezzatura tecnica per l'alpinismo ed il campeggio.

Il logo del Rifugio richiama la sagoma inconfondibile del gruppo Castello-Provenzale, montagna che svetta imponente proprio di fronte al Campo Base.

Nel 2012-2013 Campo Base ha supportato la redazione della tesi di laurea "La Valle Maira e il Rifugio Campo Base: scenari di fruizione e tecnologie di riqualificazione energetica" degli architetti Luca Troglia e Marco Mullineris presso il Politecnico di Torino. Il lavoro si sviluppa dall'analisi storica delle opere del Vallo Alpino al progetto di riqualificazione e ampliamento del Rifugio, con utilizzo di tecnologie ecocompatibili e di risparmio energetico. Scarica qui l'abstract.

Pillole di storia alpinistica della Castello-Provenzale


Foto A.Gerthoux
La Rocca Provenzale deve il suo nome ad un leggendario episodio di metà ‘800: don Agostino Provenzale, parroco della frazione Lausetto di Acceglio, fu richiamato alle armi durante la Prima Guerra d’Indipendenza (1848-49). Nel corso della battaglia di Novara il suo cavallo fu abbattuto dal nemico e lui stesso fu ferito. Per scampare agli austriaci, che passavano a fil di spada i feriti, decise di squartare il proprio cavallo e nascondersi al suo interno, promettendo che, se fosse riuscito a ritornare a casa sano e salvo, avrebbe portato una croce su quel grandioso sperone di roccia che domina l’abitato di Chiappera. Riuscito nel suo intento, posò una croce di legno alta due metri sulla cima della montagna, che da allora in poi fu conosciuta da tutti col nome di "Croce Provenzale".

Il 3 settembre 1908 fu invece l’alpinista torinese Vittorio Sigismondi a scalare per primo la Rocca Castello, la vetta più elevata del gruppo, in compagnia, per parte della scalata, di un locale cacciatore di camosci.


Foto A.Gerthoux
Nel 1913 la sommità della Torre Castello, la cima che presenta le maggiori difficoltà alpinistiche, fu raggiunta dall’elvetico Casimir de Rahm e Rivier con un’incredibile lancio di corda dalla Rocca Castello; non conosciamo purtroppo la tecnica utilizzata, in quanto non scrisse alcuna relazione. A prova dell’impresa lasciò però in vetta un quotidiano svizzero sepolto sotto un ometto di pietre. Facile immaginare lo stupore di Virgilio Gedda di Savigliano, che il 1° settembre 1930 scalò per primo la Torre dal basso, accompagnato, fino alla forcella fra la Rocca e la Torre, da don Agnese, parroco di Chiappera (il quale cadde nel tratto successivo e, spaventato, rinunciò alla vetta).

Bibliografia:

  • A.Parodi, "Nelle Alpi del Sole"
"Il gruppo Castello-Provenzale - guida alpinistica"

 


Sfoglia il "Libro del Rifugio"
Il libro del rifugio campobase ad Acceglio

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Mollasco - Foto di Enrico Collo Cascate di Stroppia - Foto di Enrico Collo Grange Cervet - Foto di Enrico Collo Torre Castello - Foto di Enrico Collo Lago dei Nove Colori - Foto di Enrico Collo Castello Provenzale - Foto di Enrico Collo Castello Provenzale - Foto di Enrico Collo Grange Cervet - Foto di Enrico Collo
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